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Case autocostruite per la rinascita di Pescomaggiore

L’IDEA DELL’ECO VILLAGGIO AUTOCOSTRUITO

Cam

► cronistoria

Il Decreto del Commissario Delegato n 3 del 16/04/2009 individua la lista dei comuni danneggiati dagli eventi sismici che hanno colpito la provincia dell’Aquila ed altri comuni della regione Abruzzo il giorno 6 aprile 2009.

Il Decreto legge n.39 del 28 aprile 2009 riguarda gli “Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile”.

All’interno di questo quadro sono state lanciate due misure d’intervento e due Bandi di Gara:
- Bando C.A.S.E sul territorio comunale di L’Aquila
- Bando Moduli Abitativi Provvisori nei rimanenti comuni del cratere

Le due misure varate dal governo provvederebbero alle esigenze abitative di parte degli abitanti degli stabili danneggiati (esiti “E”).
Il bando C.A.S.E. prevede il trasferimento di tutti gli abitanti del comune dell’Aquila in quartieri di nuova costruzione localizzati in 20 aree individuate idonee dalla Protezione Civile. Data la numerosa presenza di frazioni all’interno del territorio del comune, spesso si verifica una notevole distanza tra questi piccoli centri storici e i nuovi quartieri. Alcuni paesi quindi resteranno abbandonati per lunghi anni e preda di operazioni speculative.

► contesto della proposta

Pescomaggiore è un piccolo centro situato a ridosso del Monte Croce, a 15 Km dal centro dell’Aquila e a circa 10 Km dal più vicino quartiere del progetto C.A.S.E..
Il trasferimento dei suoi abitanti in alloggi del progetto del Governo significherebbe l’abbandono del paese.

► per chi

Le famiglie di Pescomaggiore hanno deciso di dribblare la proposta del Governo di ricevere alloggi nel nuovo mega-quartiere. Questo per non abbandonare il paese in cui sono nati. I compaesani hanno messo a disposizione un terreno adiacente al centro storico del paese per poter costruire le case.

► che cosa

Si tratta di moduli abitativi minimi di circa 45 mq che risponderanno ad esigenze di piccoli nuclei famigliari (giovani coppie e anziani).
Il progetto architettonico prevede un minimo impatto ambientale. Si basa sui principi della bioedilizia e del risparmio energetico con sistemi sia attivi che passivi. La tecnologia costruttiva prevede l’utilizzo di una struttura in legno portante e tamponatura in balle di paglia. L’energia elettrica verrà fornita da impianti fotovoltaici e il riscaldamento da stufa a pellet.

► quando

Subito, grazie alla disponibilità del terreno adatto alla costruzione dell’eco-villaggio. Ad una attenta fase di progettazione, in partecipazione con il gruppo di famiglie, seguirà la fase di espletamento delle pratiche edilizie necessarie. Nel frattempo la comunità avrà già provveduto ad una veloce pulizia dell’area. Poi, una volta ottenuto il via libera dall’amministrazione comunale, il cantiere potrà partire. Verranno organizzate squadre di lavoro che garantiranno la realizzazione delle casette prima dell’arrivo della stagione invernale, priorità assoluta vista la rigidezza del clima locale.

► come

Coinvolgere i futuri abitanti di questi alloggi sia nella fase di progettazione che di costruzione ci sembra l’unico modo per assicurare alta qualità degli spazi, risparmio economico e garantire un forte legame fra gli abitanti stessi e la loro casa-villaggio.
Anche la costruzione di questi piccoli edifici avverrà quindi in un processo di autocostruzione, consentita dalla semplice tecnologia costruttiva.

 

Link al sito del progetto di Pescomaggiore per approfondimenti.

Link al video di Repubblica

 


STORIA DELL’IMPIANTO DI RISCALDAMENTO A PAVIMENTO

Un impianto di riscaldamento radiante a pavimento risulta il sistema ideale per il riscaldamento della prorpia abitazione, sia dal punto di vista del benessere e del comfort, sia per l’attenzione che ognuno dovrebbe avere per il risparmio energetico!

http://www.merzmauro.it/images2/riscaldamento/nocche-pic.jpg I PRIMI IMPIANTI:

Già molti anni prima della nascita di Cristo, Cinesi, Egiziani e Romani utilizzarono il riscaldamento a pavimento nelle loro abitazioni e nei locali pubblici.
La tecnica di base era molto semplice: si costruivano focolari interrati e si facevano passare i fumi in condotti ricavati sotto i pavimenti del locale da riscaldare. In pratica era un tipo di riscaldamento monolocale.

Il sistema adottato dai Romani era invece molto più complesso e introduceva il concetto di impianto centralizzato. Con i fumi di un solo grande focolare, essi riuscivano a riscaldare più locali e anche più edifici.Per favorire il tiraggio, i pavimenti poggiavano su pilastrini in mattoni con spigoli arrotondati. Le reti di distribuzione dei gas caldi erano molto ben progettate e realizzate.

In epoca a noi più vicina solo agli inizi del Novecento il riscaldamento a pavimento appare nella sua configurazione attuale. È questo il periodo in cui furono realizzati i primi impianti di riscaldamento con tubi annegati sotto il pavimento: vale a dire con una tecnica sostanzialmente analoga a quella attuale.

Tuttavia, fino alla fine della seconda guerra mondiale furono pochi gli interventi così realizzati: qualche grande salone e alcune chiese; decisamente troppo poco per stabilire la validità o meno di questi nuovi impianti.

Nei primi anni del secondo dopoguerra, nei paesi europei furono realizzati più di 100.000 alloggi con impianti a pannelli.

I tubi erano in acciaio e venivano annegati direttamente nelle solette senza alcuna interposizione di materiale isolante. Erano impianti che costavano decisamente meno di quelli a radiatori, inoltre richiedevano minore assistenza muraria, non intralciavano le opere di finitura ed evitavano qualsiasi operazione di verniciatura.

Diversi furono però i casi di malessere segnalati, da addebitarsi a tre cause principali:

1. temperature troppo alte a pavimento, dovute allo scarso isolamento degli alloggi;
2. inerzia termica dei pavimenti troppo elevata, dovuta al fatto che i pannelli (senza isolamento sotto) scaldavano l’intera soletta;
3. inadeguatezza della regolazione, che in pratica si effettuava solo manualmente.

I deludenti risultati ottenuti non erano da addebitarsi al tipo di impianto in sé stesso, bensì al mancato rispetto di alcuni limiti progettuali. 

GLI IMPIANTI DEGLI ANNI SETTANTA

Negli anni settanta la crisi energetica riportò di nuovo alla ribalta i pannelli radianti.

Sotto la spinta di tale crisi, infatti, quasi tutti i paesi europei emanarono leggi che imposero l’isolamento termico degli edifici. Fu così possibile riscaldare i locali con minore calore e quindi (nel caso dei pannelli) con temperature a pavimento più basse.

In provincia di Macerata nasce lo sportello per il risparmio energetico

Per il risparmio energetico c’è ora uno “sportello” a cui tutti i cittadini della provincia di Macerata possono rivolgersi. Lo sportello sarà attivo dall’8 gennaio prossimo all’interno della Casa Ecologica di Belforte del Chienti.
Esso si pone come obiettivo quello di aiutare i cittadini, le imprese, gli enti locali e le scuole ad orientarsi in materia di risparmio energetico e di qualità dell’ambiente.

“Gli operatori – spiega l’assessore provinciale Carlo Migliorelli – cercheranno di accompagnare i cittadini nella scelta di comportamenti e stili di vita rispettosi dell’ambiente e di fornire supporto nell’attuazione di buone pratiche ambientali nelle azioni della vita quotidiana”. Le attività dello Sportello sono di fornire informazioni sulle tecnologie per il risparmio energetico, sui comportamenti e sui prodotti eco-compatibili, sulle iniziative e sui corsi di formazione in programma, di redazione e diffusione di materiale informativo, di organizzazione delle attività divulgative e di eventi di sensibilizzazione. Il servizio sarà disponibile direttamente presso lo sportello di Belforte del Chienti nei giorni di apertura.
Inoltre sarà possibile chiedere informazioni su tutti i temi legati alla bioedilizia, alle fonti rinnovabili, agli eco-incentivi, al consumo consapevole, alle buone pratiche per risparmiare energia e denaro, telefonando al numero 0733.906372 oppure inviando una mail all’indirizzo info@casaecologica.net. Infine sarà creato uno Sportello virtuale, con le domande più frequenti e le rispettive risposte, sul sito internet www.casaecologica.net.

La “Casa ecologica”, costruita nell’ex mattatoio comunale di Belforte del Chienti, in via Togliatti, è stata inaugurata nel maggio dello scorso anno. La struttura, realizzata con le più moderne tecniche di bioedilizia, è stata adibita a sede del Centro di educazione ambientale e viene utilizzata come struttura ricettiva, formativa ed educativa. La Provincia di Macerata, fra i soggetti istituzionali che hanno sostenuto il progetto (circa 200 mila euro) insieme alla Regione Marche, al Comune di Belforte e alla Comunità montana dei Monti Azzurri e a diverse imprese del territorio, fin dall’inizio ha pensato alla Casa Ecologica come “Laboratorio per il risparmio energetico”. L’impianto fotovoltaico costruito sul tetto, ad esempio, produce tutta l’energia elettrica necessaria alla “casa” e quella in esubero viene venduta all’Enel per autofinanziare le attività del Centro stesso che ora, grazie all’attivazione dello Sportello per il risparmio energetico, intende dialogare sempre più con i cittadini.

SCUOLE DELL’INFANZIA ALL’AVANGUARDIA A REGGIO EMILIA

scuola.jpg Che le scuole materne di Reggio Emilia fossero famose in tutto il mondo e che fossero oggetto di studio da parte di delegazioni straniere era una cosa che molti conoscevano. Oggi però a Bibbiano, nella provincia reggiana, ha cominciato a prendere forma una struttura destinata all’infanzia con delle caratteristiche fuori del comune.

Innanzitutto la scuola nasce dopo un lungo percorso di "progettazione partecipata" che ha coinvolto, oltre ad architetti ed urbanisti, anche il personale docente ed ausiliario  dell ‘attuale scuola comunale , i genitori dei bimbi e alcuni pedagogisti. La nuova struttura, estesa su una superficie di 1500 mq, sarà composta da 4 sezioni per il nido e da 3 per la scuola dell’infanzia con al centro uno spazio comune, una ‘piazza’ di oltre 300 mq. Sono previsti poi i locali cucina, un atelier, spazi per le riunioni, locali per servizi tecnici e uffici, unaLavanderia e potrà ospitare 150 bambini.
L’impronta ecologica è garantita da pannelli solari, isolanti termici, impianti di recupero delle acque piovane, materiali bioedilizi certificati ed un area verde di 5000 metri.Il progetto realizzato in collaborazione con il ministero dell’Ambiente ha visto la presenza proprio del sottosegretario Laura Marchetti per il "taglio del nastro".
"Questa è una iniziativa importante - ha commentato Marchetti ai cronisti- che va nella direzione del rispetto del protocollo diKyoto per la riduzione delle emissioni inquinanti. La nostrafinanziaria- ha aggiunto- prevedeva un contributo per 22 edifici ‘modello’ sul risparmio energetico, l’uso della bioedilizia, il recupero delle conoscenze tradizionali e la scuola di Bibbiano "rientra a pieno titolo in questo elenco"

Che cos’è l’autocostruzione

Si tratta di un processo di produzione dell’habitat nel quale i futuri proprietari realizzano materialmente le proprie abitazioni, all’interno di un gruppo organizzato.
La pratica di costruire con la propria fatica fisica la casa in cui si andrà ad abitare, è molto antica ed affonda le sue radici nell’esigenza di soddisfare comunque un bisogno primario, indipendentemente dalla scarsità delle risorse economiche disponibili. L’impegno degli autocostruttori a prestare la propria opera manuale in cantiere per un numero prestabilito di ore, consente un forte contenimento dei costi di costruzione; ma le ore di attività, contabilizzate e monetizzate, rappresentano anche un valore economico che andrà ad aggiungersi a quello finale delle abitazioni. Il lavoro degli autocostruttori rappresenta dunque una sorta di capitale immobilizzato da ciascuno di loro.
Va precisato che oggi l’autocostruzione non è un lavoro artigianale autogestito, un bricolage o una attività del tempo libero.
È una pratica edilizia con precise modalità e tecnologie costruttive, diretta ed assistita da professionisti. Per questo il prodotto architettonico dell’autocostruzione non può essere collocato in una sorta di sottomercato rispetto a quello regolare dell’abitazione; presuppone infatti l’esistenza di conoscenze, professionalità, metodologie, modalità e certificazioni nel corso dell’intero processo edificatorio.

 

Per saperne di più www.autocostruzione.net

Il regolamento edilizio di Pesaro: un innovativo rapporto con l’ambiente

Il nuovo regolamento per l’attuazione degli interventi edilizi del comune di Pesaro, redatto dall’ingegner Angelo Mingozzi e dall’architetto Ugo Sasso, si inserisce in quest’ottica, proponendo una visione alternativa del progetto edilizio che, attraverso la scelta consapevole di tecnologie, materiali e stili non alteranti, sia finalizzato al benessere psicofisico degli abitanti e dei fruitori, e naturalmente rispettoso dell’ambiente.

Il regolamento si rifà agli interventi previsti dal comma 6 dell’articolo 2.3.3.2 “Urbanistica partecipata” delle norme tecniche del Piano Regolatore Generale Comunale del Comune di Pesaro, dove si specifica che “il Piano incentiva il ricorso a tecniche di bio-architettura e bio-ingegneria. Per questo i progetti e le realizzazioni dei diversi interventi debbono essere accompagnati da alcune indicazioni, specifiche per ogni sistema, relative alla pressione ambientale stimata, alla dotazione tecnologica ed ambientale prevista, alle indicazioni delle misure di compensazione e mitigazione degli impatti esistenti e previsti”.

Il regolamento di attuazione prevede un importante incentivo concretizzato negli “incrementi di superficie netta fino ad un massimo del 5 per cento di quella consentita e della superficie accessoria, fino ad un massimo del 30 per cento della Superficie netta realizzabile (Sn), per tutti gli interventi di Nuova costruzione e Demolizione con Ricostruzione che utilizzano tecniche di bio-architettura”.
Il regolamento conterrà inoltre una serie di requisiti che rappresentano i caratteri minimi ed essenziali per determinare il grado di sostenibilità dell’intervento edilizio, adottando criteri esigenziali-prestazionali, ovvero la descrizione di obiettivi prestazionali piuttosto che di soluzioni e modelli progettuali.
Per avere una reale efficacia, infatti, il progetto sostenibile deve comprendere un orizzonte molto più ampio della sola scala edilizia, abbracciando un ambito che comprenda il territorio fino al dettaglio tecnologico; questo perché il criterio della sostenibilità va applicato all’intero processo edilizio.

Per valutare il grado di sostenibilità del progetto, il regolamento prevede sia una accurata analisi del sito (studiando fattori climatici e fattori ambientali) che la compilazione di una approfondita Matrice di valutazione, con 28 requisiti raggruppati in 5 famiglie:
- uso razionale delle risorse idriche
- uso razionale delle risorse climatiche ed energetiche per la realizzazione del benessere ambientale
- benessere ambientale (benessere, igiene e salute dell’utenza)
- qualità del servizio
- consumo dei materiali.
Ad ogni requisito sarà associata una scheda tecnica che evidenzia:
- esigenze da soddisfare
- campi di applicazione
- specifiche prestazionali
- livelli prestazionali.

fonte: www.edilio.it

 

A Pesaro, un nuovo complesso residenziale in bioarchitettura.

La Bio-architettura è realtà. Sono state consegnate a Pesaro le abitazioni del nuovo complesso residenziale denominato eco-casa. I nuovi appartamenti vanno ad arricchire di circa 300 famiglie il quartiere Villa Fastiggi alle porte di Pesaro. L’area è caratterizzata da 2 comparti, uno di edilizia economico popolare di mq 114.124 per la realizzazione di circa 200 alloggi da adibire a prima casa, l’altro di edilizia privata per mq 31.652 e relativi 100 alloggi con la realizzazione di un centro commerciale e servizi sportivi ad uso del quartiere.
L’idea progettuale è stata sviluppata accomunando amministrazione locale, cooperative di abitanti e soci assegnatari nell’obiettivo di vivere una casa in salute, esprimendo un nuovo modo di pensare, progettare e condividere le finalità in un quartiere ecologicamente ed energeticamente sostenibile nel rispetto dei criteri della bioedilizia e del risparmio energetico.

Pesaro 2015, città della qualità - Nel 2000 il Comune di Pesaro ha adottato il Piano strategico della qualità. Piano che entro il 2015 dovrà portare la città a ridefinire la sua identità. Una delle prime azioni è stata l’adozione del PRG con criteri di ecosostenibilità e varo contestuale di un regolamento comunale di Bioarchitettura. Il nuovo insediamento abitativo nel quartiere di Villa Fastiggi è una delle prime azioni in tale direzione. Le cooperative di abitanti si sono quindi impegnate ad esprimere al meglio le loro qualità lavorando assieme, coinvolgendo la propria base sociale nella divulgazione dei principi della bioarchitettura e risparmio energetico.

Risparmio energetico – Per raggiungere l’obiettivo di un intero quartiere a basso impatto ambientale e ad alto risparmio energetico si è agito in un’ ottica di integrazione di tutti gli aspetti progettuali e realizzativi.
La progettazione architettonica, partendo dall’analisi del sito e dei dati bioclimatici ha permesso di esporre correttamente gli edifici lungo gli assi cardinali permettendo così di sfruttare correttamente le condizioni microclimatiche del luogo e ridurre il fabbisogno energetico degli edifici. Così come gli impianti sono stati studiati integrando le caratteristiche dei sistemi di riscaldamento a pannelli radianti a bassa temperatura con le proprietà di pareti dalla elevata massa volumica ed inerzia termica uniti a caldaie a condensazione ed alta efficienza. È inoltre previsto nel periodo estivo il funzionamento di un impianto a pannelli solari in grado di soddisfare la richiesta di acqua calda sanitaria di ogni singolo alloggio, con ulteriori sgravi di costi per energia.
Caratteristica specifica dell’intervento, così come spiega Paolo Costantini della Tecno Habitat soc. coop, è quella di avere piccoli impianti condominiali in sostituzioni di grandi centrali termiche. Un’unica caldaia da 45kW è in grado di alimentare 8/12 appartamenti. Una seconda caldaia è installata per la produzione di acqua calda sanitaria. Le stesse sono pensate in modo tale da compensarsi qualora vi sia un picco di carico.
Ogni locale all’interno degli appartamenti è servito da un circuito indipendente, con la possibilità di installare valvole elettrotermiche suppletive che, comandate da termostati ambiente, possano regolare la temperatura di ogni singolo locale. L’assenza degli ingombri dei radiatori permette, la massima libertà nell’arredamento, nella pulizia e nella tinteggiatura degli ambienti; consentire minore annerimento di pareti e tendaggi senza considerare i maggiori benefici a livello di confort abitativo e risparmio energetico.

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Ospedale

Il nuovo ospedale autosufficente per Emergency:

http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/esteri/emergency-sudan/ospedale-architetto/ospedale-architetto.html

Grundtal

Energia FOTOVOLTAICA da elementi ORGANICI

Cercando di imitare la fotosintesi clorofilliana gli scienziati stanno provando a realizzare nuove celle che producono elettricità grazie a polimeri organici di origine totalmente naturale.

In questo articolo cerchiamo di approfondire un pò, portando fuori dal limbo del "letto su internet da qualche parte" questo interessantissimo argomento che possiamo sintetizzare giornalisticamente con: energia solare dai mirtilli!

Questo ingrediente di culinaria provenienza non deve tradire la serietà degli studi e dei risultati che si stanno raggiungendo in vari laboratori del mondo e, fra i più avanzati, quelli dell’università Tor Vergata di Roma. In effetti il vero elemento attivo è un pigmento, l’ antocianina, che permette l’assorbimento della luce e il successivo sfruttamento sottoforma di energia elettrica.

Conosciuta come Dye-Sensitized Solar Cell (DSSC), riproduce quindi il meccanismo usato dalle piante per convertire la luce del sole in energia utile, dove ogni funzione è assegnata ad una diversa sostanza. La cella DSSC usa un pigmento organico (in pratica un fotosensibilizzatore) per assorbire la luce e creare una coppia elettrone-lacuna, uno strato di ossido metallico nanoporoso ad elevata area superficiale come conduttore di elettroni ed un elettrolita liquido come conduttore delle lacune. Ulteriori sviluppi di queste celle prevedono la sostituzione dell’elettrolita liquido generalmente usato per la funzione del trasporto delle lacune con nanopolimeri conduttori. 

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A Modena dal 15 al 19 ottobre: "Settimana della Bioarchitettura e della Domotica"

Settimana della Bioarchitettura e della Domotica Per la prima volta le tematiche relative alla progettazione sostenibile e alla domotica sono affrontate in modo integrato, unificando le due manifestazioni e dando vita alla Settimana della Bioarchitettura e della Domotica, organizzata a Modena dal 15 al 19 ottobre, da ProMo-Laboratorio di Domotica e BIOECOLAB, con la collaborazione di ModenaFormazione.  L’evento si connota come un appuntamento che coinvolge più interessi, dimostrando come la sostenibilità sia un tema trasversale e multidisciplinare…

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