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VANTAGGI DEGLI IMPIANTI A PANNELLI RADIANTI

Rispetto al sistema tradizionale, il riscaldamento a pavimento radiante raggruppa in sè notevoli vantaggi che lo rendono particolarmente interessante. Fra questi i più importanti sono:

- ELEVATO BENESSERE TERMICO:

Il calore di riscaldamento non è concentrato in determinati punti dell’abitazione ma è uniformemente ripartito su tutta la superficie di calpestio, a beneficio di un elevato grado di comfort: si ha infatti una distribuzione ideale del calore all’interno degli ambienti, con un andamento verticale della temperatura che decresce dal pavimento man mano che ci si avvicina al soffitto (con un impianto a radiatori avviene l’esatto contrario, cioè il calore è massimo vicino al soffitto).
Considerato che il corpo umano ha una temperatura più elevata sulla testa, mentre i piedi risultano più freddi in quanto la circolazione del sangue è più lenta, è evidente che il massimo benessere fisico lo si raggiunge con una temperatura ambiente più calda a livello del pavimento e leggermente più fresca a livello della testa.

Nei tre diagrammi di questa pagina è riportata la curva ideale temperatura/altezza del benessere termico:

 

Curva ideale Curva ideale
Curva ideale

Tale curva, ricavata sperimentalmente, ci dice che per avere condizioni termiche ideali si deve mantenere un po’ più calda l’aria a pavimento e un po’ più fredda quella a soffitto.

Dai medesimi diagrammi possiamo vedere che sono proprio gli impianti a pannelli quelli più idonei ad offrire simili condizioni.

I motivi sono essenzialmente due:
1. la specifica posizione dei pannelli, che consente di mantenere l’aria più calda in prossimità del pavimento;
2. il fatto che il calore è ceduto soprattutto per irraggiamento: cosa che evita il formarsi di correnti d’aria calda a soffitto e fredda a pavimento.

- IL RISPARMIO ENERGETICO:

Rispetto ai sistemi di riscaldamento tradizionali, gli impianti a pannelli (con la medesima sensazione di caldo) consentono di mantenere l’aria ambiente ad una temperatura più bassa di circa 1÷2 °C.

Ciò comporta sensibili risparmi energetici. Inoltre gli impianti a pannelli, dato che funzionano a bassa temperatura, consentono di ottenere elevati rendimenti quando si utilizzano pannelli solari, pompe di calore e caldaie a condensazione.

Si può ritenere che mediamente un impianto a pannelli costi circa il 20-30% in più di un impianto a radiatori. Per quanto riguarda invece i costi di gestione, il riscaldamento a pannelli consente un certo risparmio (valutabile dal 10 al 15%) rispetto agli altri sistemi.

- ASPETTO IGIENICO-ESTETICO:

il riscaldamento con radiatori e con ventilconvettori causa la combustione del pulviscolo atmosferico. Tale fenomeno, oltre a provocare senso di arsura e irritazione alla gola, genera anche i tipici aloni e le striature nerofumo che appaiono dietro e sopra i corpi scaldanti. Al contrario, l’impianto a pannelli radianti, mettendo in gioco temperature relativamente basse, non provoca alcuna alterazione dell’aria.)

- la non visibilità dei terminali;

- la libertà d’arredo.

L’unico inconveniente di un impianto a pavimento è rappresentato dalla maggiore inerzia termica: l’impianto non è in grado di raggiungere rapidamente la temperatura di esercizio (con partenza a freddo deve essere riscaldato l’intero pavimento) e di conseguenza anche il raggiungimento della temperatura ambiente ideale richiede un certo tempo.

Un utilizzo razionale di questo sistema prevede il funzionamento continuo con attenuazione nelle ore notturne (spegnimenti ridotti al minimo) e pertanto l’impianto risulta poco adatto per i locali occupati saltuariamente o in modo discontinuo.

STORIA DELL’IMPIANTO DI RISCALDAMENTO A PAVIMENTO

Un impianto di riscaldamento radiante a pavimento risulta il sistema ideale per il riscaldamento della prorpia abitazione, sia dal punto di vista del benessere e del comfort, sia per l’attenzione che ognuno dovrebbe avere per il risparmio energetico!

http://www.merzmauro.it/images2/riscaldamento/nocche-pic.jpg I PRIMI IMPIANTI:

Già molti anni prima della nascita di Cristo, Cinesi, Egiziani e Romani utilizzarono il riscaldamento a pavimento nelle loro abitazioni e nei locali pubblici.
La tecnica di base era molto semplice: si costruivano focolari interrati e si facevano passare i fumi in condotti ricavati sotto i pavimenti del locale da riscaldare. In pratica era un tipo di riscaldamento monolocale.

Il sistema adottato dai Romani era invece molto più complesso e introduceva il concetto di impianto centralizzato. Con i fumi di un solo grande focolare, essi riuscivano a riscaldare più locali e anche più edifici.Per favorire il tiraggio, i pavimenti poggiavano su pilastrini in mattoni con spigoli arrotondati. Le reti di distribuzione dei gas caldi erano molto ben progettate e realizzate.

In epoca a noi più vicina solo agli inizi del Novecento il riscaldamento a pavimento appare nella sua configurazione attuale. È questo il periodo in cui furono realizzati i primi impianti di riscaldamento con tubi annegati sotto il pavimento: vale a dire con una tecnica sostanzialmente analoga a quella attuale.

Tuttavia, fino alla fine della seconda guerra mondiale furono pochi gli interventi così realizzati: qualche grande salone e alcune chiese; decisamente troppo poco per stabilire la validità o meno di questi nuovi impianti.

Nei primi anni del secondo dopoguerra, nei paesi europei furono realizzati più di 100.000 alloggi con impianti a pannelli.

I tubi erano in acciaio e venivano annegati direttamente nelle solette senza alcuna interposizione di materiale isolante. Erano impianti che costavano decisamente meno di quelli a radiatori, inoltre richiedevano minore assistenza muraria, non intralciavano le opere di finitura ed evitavano qualsiasi operazione di verniciatura.

Diversi furono però i casi di malessere segnalati, da addebitarsi a tre cause principali:

1. temperature troppo alte a pavimento, dovute allo scarso isolamento degli alloggi;
2. inerzia termica dei pavimenti troppo elevata, dovuta al fatto che i pannelli (senza isolamento sotto) scaldavano l’intera soletta;
3. inadeguatezza della regolazione, che in pratica si effettuava solo manualmente.

I deludenti risultati ottenuti non erano da addebitarsi al tipo di impianto in sé stesso, bensì al mancato rispetto di alcuni limiti progettuali. 

GLI IMPIANTI DEGLI ANNI SETTANTA

Negli anni settanta la crisi energetica riportò di nuovo alla ribalta i pannelli radianti.

Sotto la spinta di tale crisi, infatti, quasi tutti i paesi europei emanarono leggi che imposero l’isolamento termico degli edifici. Fu così possibile riscaldare i locali con minore calore e quindi (nel caso dei pannelli) con temperature a pavimento più basse.

Salva la detrazione del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici!

La Camera ha dato oggi il via libera definitivo alla legge di conversione del DL 185/2008 anticrisi, sulla quale ieri è stata votata la fiducia.

L’articolo 29 - relativo alla detrazione del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici - è stato quindi approvato nel testo modificato dalle Commissioni Bilancio e Finanze.

Le modifiche introdotte dalle Commissioni riportano la disciplina alla situazione previgente al DL anticrisi, con alcune novità:

- si ritorna all’automaticità della detrazione, senza tetti di spesa;

- l’“istanza” (con silenzio-rifiuto) all’Agenzia delle Entrate, che il DL aveva imposto anche per le spese del 2008, è stata trasformata in una “comunicazione”, ma solo per le spese del 2009 e 2010;

- le spese del 2009 e 2010 potranno essere detratte in cinque anni, mentre per quelle del 2008 resta la scelta da tre a dieci anni.

La nuova disciplina in dettaglio

Il nuovo comma 6 prevede che, per le spese sostenute nei periodi d’imposta successivi al 31 dicembre 2008, i contribuenti interessati alle detrazioni di cui ai commi da 344 a 347 della Finanziaria 2007, debbano inviare apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate, nei termini e secondo le modalità previsti con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, da emanare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto anticrisi.

Con il medesimo provvedimento può essere stabilito che la comunicazione venga effettuata esclusivamente in via telematica e sono stabiliti i termini e le modalità di comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei dati in possesso dell’ENEA, ai sensi del DM 19 febbraio 2007.

Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, il suddetto DM 19 febbraio 2007, deve essere modificato al fine di semplificare le procedure e di ridurre gli adempimenti amministrativi a carico dei contribuenti.

Per le spese sostenute a decorrere dal 1° gennaio 2009 la detrazione dall’imposta lorda deve essere ripartita in cinque rate annuali di pari importo. I commi da 8 a 11 sono stati cancellati.

Il prossimo step
Il provvedimento passa ora all’esame del Senato che inizierà la discussione il 26 gennaio per approvare definitivamente la legge entro il 28 gennaio, data di scadenza del Decreto-legge.

fonte: EDILPORTALE

Dubbi sull’energia nucleare

Articolo di Mario Tozzi tratto da Rinnovabili.it

Non è tanto il problema di possibili incidenti, che sono in questo caso più gravi che in qualsiasi altro impianto, a far diffidare del nucleare, né la sua contiguità oggettiva con gli usi militari. Piuttosto è il fatto che per costruire una centrale nucleare sono necessari troppi soldi e ce ne vogliono il doppio per dismetterla. E che sono indispensabili anni per costruirla e anni anche per smontarla. Piuttosto è il fatto che come si fa a costruire una nuova centrale quando non si sa dove mettere le scorie delle vecchie? Ma, si dice, perché si sta così attenti a non costruire centrali sul suolo patrio quando siamo circondati da centrali francesi, da cui compriamo pure energia? Con questa logica potremmo continuare a ospitare le produzioni velenose di Seveso e di Porto Marghera, tanto in Slovenia si fanno ancora. Il nucleare è trascurato dal mercato e presenta problemi ambientali tali da lasciare a questa fonte solo il 6,5% del fabbisogno di energia primaria al mondo. Non si tratta di un caso.

Non bisogna disconoscere a priori i vantaggi del nucleare, cioè che non produce gas serra, inquina poco o per nulla, produce relativamente poche scorie, ce ne sono scorte sufficienti, permette ricadute scientifiche e tecnologiche di rilievo e riduce la dipendenza estera per quello che riguarda l’energia.
Gli svantaggi sono però altrettanto chiari: le scorie e i rifiuti sono sì ridotti, ma sono molto pericolosi e non perdono il loro potenziale devastante per migliaia di anni. Sono pochissimi i luoghi sulla Terra completamente sicuri per tempi così lunghi e, pure se vengono individuati, ci vogliono barriere ingegneristiche, controlli di sicurezza particolari e trattamenti inertizzanti costosi e lunghissimi. Alle scorie di combustibile, le barre di uranio, vanno aggiunti i rifiuti radioattivi che derivano dalla dismissione delle centrali che hanno terminato la loro vita o che risultano obsolete: in pratica le centrali stesse diventate ormai materiale contaminato.
Le centrali nucleari costano molto e ci vogliono tempi lunghi per costruirle (5-10 anni); hanno poi vita breve: poche arrivano ai 30-40 anni teorici e ci si attesta sui 25 anni di media. Per finire, i costi di smantellamento sono molto elevati. Per via del costo capitale, delle assicurazioni contro gli incidenti, dello smantellamento finale, dello stoccaggio e smaltimento scorie il mercato finora non ha premiato il nucleare che copre solo il 6,5% del consumo di energia primaria mondiale. Se è così vantaggioso, perché non si è diffuso maggiormente ? Solo poche persone manipolano il nucleare e ciò ingenera diffidenza nella popolazione. Non c’è consenso sociale sul nucleare: sono decine i comuni denuclearizzati in Italia e sarebbe arduo piazzare oggi una centrale in qualche provincia o comune, anche se volessimo dimenticare che nel 1987 c’è stato un referendum che ha bocciato sonoramente l’ipotesi nucleare. C’è infine un possibile uso militare che sfrutta le conoscenze acquisite nelle centrali e il plutonio prodotto dai reattori autofertilizzanti: dovunque nucleare significa ancora guerra.
Complessivamente il nucleare è bocciato non solo dalla diffidenza delle popolazioni, ma anche dai problemi che ha dovunque e soprattutto dal mercato: le grandi centrali di un tempo possono essere costruite solo in presenza di forti interventi statali che abbattano i costi elevati, interventi sempre meno possibili in regimi concorrenziali: sostanzialmente il nucleare non conviene e impedisce di sperimentare nuove fonti più sicure.
Al mondo poi non esistono ancora depositi di III categoria sotterranei definitivi: come a dire che non è ancora stata trovata una soluzione sicura per le scorie radioattive al mondo, neanche negli Stati Uniti, che hanno attualmente 103 centrali in funzione (su 123 originarie) per un totale di 30.000 tonnellate di barre di combustibile e 380.000 m3 di altri rifiuti di III categoria. Ma, a maggior ragione, come ci si comporta in un paese come il nostro in cui il 50% del territorio è a rischio idrogeologico e quasi altrettanto sottoposto a quelli sismico e vulcanico ? Inoltre c’è il problema più grave, più lungo da risolvere e più costoso, quello della dismissione stessa delle centrali, cioè del decommissioning, la decontaminazione, che può richiedere decenni e costa cifre iperboliche: negli Stati Uniti la centrale di Maine Yankee sarà decontaminata alla cifra di 635 milioni di dollari, quando ce ne sono voluti 230 per costruirla.
Infine, il contributo del nucleare alla lotta contro l’effetto-serra è comunque marginale, vista la scarsa diffusione di questo tipo di energia al mondo. I guadagni sulle emissioni di anidride carbonica ottenuti con il risparmio energetico sono sempre superiori a quelli legati alla produzione di elettricità per via nucleare. E ciò vale ancora di più per quei Paesi che ne hanno poco, perché dovrebbero realizzare investimenti molto più ingenti nel nucleare, piuttosto che nell’efficienza energetica, per ottenere risultati comparabili in termini di riduzioni di gas-serra.

Il ranch del petroliere

bush ranch

Quello che vedete qui affianco è qualcosa che, più di mille grafici e studi, mi ha convinto qualche anno fa che forse avevamo un problemino energetico.

E’ il ranch di Bush a Crawford.

Immaginate un lussuoso villone stile palazzo reale, con giardini, piscine, saloni da ballo? Errore. E’ una casa di quattro camere da letto, costruita in pietra calcarea riciclata.

Ed è una casa passiva: è posizionata per assorbire tutta la luce solare possibile d’inverno, per riscaldare anche i corridoi.

Si scalda d’inverno, e si rinfresca d’estate, grazie ad un impianto geotermico che fa circolare acqua in tubi a quasi 100 metri nel sottosuolo. Una cisterna sotterranea da 150 mila litri raccoglie l’acqua piovana; le acque grigie di lavandini, docce, lavatrici vengono convogliate in un impianto di depurazione e riciclate nella cisterna.

Le terre circostanti sono ben irrigate da due torrenti, e offrono suolo ideale per crescere grano e mais. Una delle prime decisioni di Bush, inoltre, è stata quella di conservare l’attività di allevamento di bovini che si attuava in precedenza, oltre alla costruzione di un grande lago artificiale con centinaia di trote. La piscina è stata costruita dietro insistenza delle figlie, dato che Bush non voleva saperne.

Il paese più vicino, a 10 km, ha 700 abitanti. E la città più vicina, Fort Worth, è a 200 km. 

Questa è la residenza di un petroliere. Sa forse qualcosa che noi non sappiamo?

Fonte: Petrolio

Guida al risparmio energetico in casa

Con il presente articolo si propongono degli interventi per contenere i consumi energetici della propria abitazione, per un utilizzo più cosciente delle risorse disponibili: riscaldamento, acqua, elettricità.
Basta veramente poco per salvaguardare l’ambiente ed il proprio portafoglio!
Con il contributo di ognuno di voi che ha già sperimentato o sperimenterà questi ed altri consigli, si vuole realizzare una semplice guida, aggiornata con ogni vostro contributo proposto. La versione aggiornata è disponibile in fondo all’articolo e nella pagina download.

Sono distinti tre tipologie di interventi:

- COMPORTAMENTI ABITUALI:  Con un comportamento attento in casa e fuori, a lungo andare si ottiene un rilevante risparmio energetico ed uno stile di vita più sano.

- INTERVENTI CON UNA PICCOLA SPESA: Interventi realizzabili affrontando una piccola spesa, a vantaggio di un rilevante risparmio delle risorse.

- INTERVENTI PER LA RISTRUTTURAZIONE O NUOVA COSTRUZIONE:  Interventi consigliati in caso di nuova costruzione o ristrutturazione della propria abitazione; a fronte di un maggiore investimento iniziale si avrà un maggiore risparmio di risorse ed economico rispetto alle tecnologie tradizionali.

COMPORTAMENTI ABITUALI

ACQUA:
- Non sprecare l’acqua calda;
- Preferire la doccia al bagno;
- Riutilizzare l’acqua di lavaggio di frutta e verdura per innaffiare, ….
- Se non necessario non tenere i rubinetti aperti.
………

ELETTRICITA’:
- Spegni le luci non necessarie, ad esempio passando da un ambiente all’altro; puoi ridurre sino al 30% i tuoi consumi per l’illuminazione.
- Spegni gli elettrodomestici non in uso, non lasciarli in standby,  poichè non è vero che in stand-by il consumo è nullo: può arrivare sino al 20% del consumo dell’apparecchio quando è in funzione;
- Lavatrice e lavastoviglie: usarle a pieno carico e a temperature <60°;
- Frigorifero e congelatore: sbrinarli frequentemente, non tenerli aperti e non inserire cibi caldi,
tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria;
- Aspirapolvere: pulire spesso il filtro e non utilizzare con il sacchetto pieno per non soffocare il motore; 
..

RISCALDAMENTO:
- Non lasciare tende e oggetti davanti e sopra ai termosifoni;
- Regola il termostato di casa non oltre i 20°C (T di confort, legge 192/05), per ogni grado in più i consumi crescono del 7%;
- Accendi lo scaldabagno solo prima di far la doccia (o quando serve effettivamente acqua calda): puoi abbattere sino al 50% i relativi consumi.
……..

ALTRO
- Mettere il coperchio sulle pentole quando si fa bollire l’acqua ed evitare che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola;
- Usa la bicicletta e lascia la macchina in garage, se non puoi farne a meno condividila con chi fa il tuo stesso tragitto;
- Raccolta differenziata;
- Verifica la pressione delle gomme dell’auto;
- Non comprare prodotti con molto imballaggio, meglio se l’imballaggio è con materiali riciclati;
- Preferire i prodotti biologici e del commercio equosolidale;

………

INTERVENTI CON PICCOLA SPESA

ACQUA
- Regolatore di flusso dello scarico del water;
- Riduttori di flusso nei rubinetti (risp.50%);
…….

ELETTRICITA’
- Usa lampadine a fluorescenza con starter elettrico e compatte, non a incandescenza (quelle tradizionali): avrai un risparmio annuo di circa 63 euro per un appartamento di 100 mq.
- Sostituisci il vecchio frigorifero con un nuovo modello ad alta efficienza energetica.
…..

RISCALDAMENTO
- Ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria;
- Utilizzare le tende per creare intercapedini d’aria davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne;
- Inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni;
- Istallare un termostato in ogni stanza oppure uno nella zona giorno e uno nella zona notte;
- Far revisionare periodicamente la caldaia da un tecnico, (bollino blu), se questa è in perfetta efficienza consuma circa il 5% in meno.

……

ALTRO
- Pianta un albero.
…..

INTERVENTI  PER  RISTRUTTURAZIONE  E  NUOVA  COSTRUZIONE

- Impianto di riscaldamento a bassa temperatura, a pavimento o parete;
- Installa doppi vetri termoisolanti: un migliore isolamento termico dell’edificio significa un considerevole risparmio;
- Isolamento adeguato e biocompatibile delle pareti e solai;
- Pannelli solari;
- Pannelli fotovoltaici.
…..

Attendo i vostri commenti e contributi per ampliare questa semplice guida che sarà sempre disponibile ed aggiornata nella pagina dei download.

GUIDA AL RISPARMIO ENERGETICO IN CASA

 

E’ pubblicato il decreto attuativo che regolamenta le detrazioni del 55%

Il nuovo decreto DM 11 Marzo 2008, che disciplina la detrazione fiscale del 55% delle spese per la riqualificazione energetica degli edifici, interviene sul precedente DM 19 febbraio 2007 "aggiornando" al 2010 le disposizioni e apportando alcune modifiche ai requisiti da rispettare per fruire delle detrazioni.

Tra le novità vi è il requisito secondo cui gli interventi realizzati a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2008 devono avere l’indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale e la trasmittanza termica non superiori ai valori definiti dal nuovo decreto (DM 11 marzo 2008.)

Tra gli interventi agevolabili, oltre alla sostituzione di impianti di riscaldamento con impianti dotati di caldaie a condensazione, è aggiunta la sostituzione con impianti dotati di pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia.

La procedura per accedere all’agevolazione non cambia:

- per le spese sostenute nel 2008, comprese quelle concernenti la prosecuzione di interventi iniziati nel 2007, è necessario:
a) acquisire l’attestato di certificazione o di qualificazione energetica;
b) trasmettere all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori, attraverso il sito internet www.acs.enea.it, ottenendo ricevuta informatica:
1. i dati contenuti nell’attestato di certificazione o di qualificazione energetica, avvalendosi dello schema di cui all’allegato A al DM 19/02/2007, prodotto da un tecnico abilitato;
2. la scheda informativa di cui all’allegato E relativa agli interventi realizzati ovvero, per la sostituzione di finestre comprensive di infissi in singole unità immobiliari, e per l’installazione di pannelli solari, la scheda informativa di cui all’allegato F del nuovo decreto.

L’attestato di certificazione energetica dovrà essere redatto utilizzando le procedure approvate dalle Regioni o quelle stabilite dai Comuni prima dell’8 ottobre 2005, il nuovo decreto aggiunge una terza alternativa: per gli interventi realizzati a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2008, l’attestato va prodotto utilizzando le procedure e metodologie definite dal decreto interministeriale, e che contiene, in allegato, le Linee guida nazionali.

Novità anche per la determinazione dell’indice di prestazione energetica ai fini dell’attestato di qualificazione per gli interventi sull’involucro edilizio, per l’installazione di pannelli solari e di sostituzione di impianti di riscaldamento fino a 100 kW: per i lavori realizzati a partire dal 2008, si può applicare, in alternativa al calcolo contenuto nell’allegato I del Dlgs 192/2005, la metodologia di cui all’allegato G al nuovo decreto.

Cambiano i valori limite di prestazione energetica per la climatizzazione invernale da rispettare negli interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti: il DM 19/02/2007 imponeva il conseguimento di un valore inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori riportati nelle tabelle all’allegato C al DM stesso; secondo il nuovo decreto, per gli interventi realizzati a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2008, tali valori non devono superare quelli definiti dal DM 11 marzo 2008. Lo stesso vale per il valore della trasmittanza termica in caso di interventi sull’involucro di edifici esistenti: nel 2008 i valori limite cui far riferimento non sono più quelli dell’allegato D al decreto 19/02/2007 ma quelli definiti dal DM 11 marzo 2008.

Il nuovo articolo 9-bis è dedicato alla ripartizione della detrazione: il contribuente sceglie irrevocabilmente di ripartire la detrazione in un numero di quote annuali di pari importo non inferiore a tre e non superiore a dieci; viene inoltre disciplinato il caso di vendita, donazione o successione dell’immobile sul quale sono stati realizzati gli interventi.

L’articolo 9-ter interviene invece sulla procedura per usufruire della detrazione per interventi su coperture e pavimenti realizzati nel 2007: per questi interventi, attuati secondo i requisiti di trasmittanza termica individuati nella tabella 3 allegata alla Finanziaria 2007, come modificata dalla Finanziaria 2008 è possibile fruire della detrazione a condizione che l’attestato di certificazione o qualificazione energetica e la scheda informativa relativa agli interventi realizzati siano inviati entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui la spesa è stata sostenuta.

Con l’articolo 11-bis viene stabilito che i parametri di risparmio energetico rilevanti ai fini della detrazione, sono quelli applicabili alla data di inizio dei lavori: ai lavori iniziati nel 2007 si applicano i parametri previsti all’articolo 1, commi 344 e 345 della Finanziaria 2007; per i lavori iniziati nel 2008 valgono quelli del DM 11 marzo 2008.
Come già detto, il nuovo Decreto Ministeriale introduce l’allegato F contenente la scheda informativa per interventi di sostituzione di finestre comprensive di infissi in singole unità immobiliari e l’installazione di pannelli solari, e l’allegato G contenente uno schema di procedura semplificata per la determinazione dell’indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale dell’edificio.

fonte: Edilportale

ENERGETICASA a Macerata

Energeticasa sarà il primo salone delle energie rinnovabili per l’abitazione e del risparmio energetico organizzato nelle Marche e avrà luogo dall’11 al 14 Aprile presso il Centro Fiere di Villa Potenza di Macerata.
Questo evento, primo del genere nel Centro Italia, si pone ambiziosi obiettivi. In primo luogo raccogliere in un unico spazio di incontro e di confronto tecnici, esperti del settore e semplici interessati. In secondo luogo quello di dare un forte impulso allo sviluppo del settore delle energie rinnovabili che, nonostante il grande interesse che raccoglie, alimenta ancora in molti dubbi e scetticismo, dovuti alla disinformazione. Quindi far conoscere al grande pubblico l’importanza del risparmio energetico per il futuro dell’ambiente.Il percorso proposto al visitatore si snoderà attraverso quattro grandi aree tematiche all’interno delle quali verranno disposti gli stand delle aziende partecipanti: energie alternative, risparmio energetico, riciclo e impiantistica.

Ricca sarà la sezione convegnistica, curata da importanti professionisti operanti nel settore, i quali, oltre a fare il punto della situazione sull’attualità, avranno modo di discutere sulle possibili soluzioni di sviluppo in modo da valorizzare al meglio il settore.
Molte le sorprese che faranno di questa prima edizione di Energeticasa un appuntamento assolutamente imperdibile.

Petizione: Le scelte energetiche per il futuro dell’Italia.

Riporto il testo di una petizione, presentata da un gruppo di docenti e ricercatori di varie Università italiane da portare ai principali leader politici candidati alle elezioni politiche 2008. In questo appello si chiede di prestare più attenzione alle energie rinnovabili che non al nucleare e che venga fatta una campagna educativa nelle scuole per sensibilizzare i futuri cittadini al problema del risparmio energetico.
Il link del sito per aderire e saperne di più è www.energyforfuture.net

Ai Candidati alla guida del Paese nelle elezioni politiche 2008
Le scelte energetiche per il futuro dell’Italia.
Siamo un gruppo di docenti e ricercatori di Università e Centri di ricerca. In virtù della conoscenza acquisita con i nostri studi e la quotidiana consultazione della letteratura scientifica internazionale, sentiamo il dovere di informare la classe politica ed il Paese riguardo la crisi energetica e climatica incombente, che minaccia di compromettere irrimediabilmente la salute ed il benessere delle generazioni future. Tutti gli esperti ritengono che sia urgente iniziare una transizione dall’uso dei combustibili fossili a quello di altre fonti energetiche, così che possa essere graduale.
Riteniamo che l’opzione nucleare non sia opportuna per molti motivi: necessità di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare, esposizione ad atti di terrorismo, aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsità di combustibili nucleari.
Sollecitiamo pertanto chi guiderà il prossimo Governo a sviluppare l’uso delle fonti di energia rinnovabile: eolica, geotermica, idroelettrica e, in particolare, solare nelle varie forme in cui può essere convertita: energia termica ed elettrica, combustibili artificiali, biomasse. Il Sole, infatti, è una stazione di servizio inesauribile che in un anno invia sulla Terra una quantità di energia pari a diecimila volte il consumo mondiale. E’ quindi urgente sviluppare al massimo l’utilizzo di questa fonte su larga scala.
Per limitare i danni della crisi energetica e climatica che si sta delineando, è necessario fare in modo che i cittadini italiani, a cominciare dagli studenti di tutte le scuole, acquisiscano maggiore consapevolezza sulla delicata situazione in cui si trova il nostro Paese.
Il risparmio energetico, l’uso più efficiente dell’energia ed in particolare delle energie rinnovabili, lo sviluppo della ricerca scientifica sono le azioni necessarie per affrontare il difficile futuro che ci aspetta e per lasciare in eredità ai nostri figli un Paese vivibile.
In questa grande sfida scientifica e tecnologica si gioca anche il futuro industriale ed occupazionale della nostra nazione che non possiede risorse significative di combustibili fossili e nucleari e che, quindi, non potrà ambire ad una maggiore indipendenza energetica se non rivolgendosi all’unica risorsa di cui abbonda: l’energia solare.

Esistono alternative agli inceneritori per riciclare i rifiuti?

Da più parti ci sentiamo ripetere che la costruzione di nuovi inceneritori è l’unica strada percorribile per "smaltire" la grande quantità di rifiuti che stiamo producendo. Ma una domanda sorge spontanea: ma sarà questa l’unica strada per un futuro veramente sostenibile?

Nel grande dibattito sorto in questo ultimo periodo per la perenne emergenza rifuiti della regione Campania, si sta dando voce a soluzioni alternative agli inceneritori per lo smaltimento e soprattutto a processi per il riciclo dei rifiuti.

Vi presento due di queste alternative:

L’OSSIDODISTRUZIONE: è un processo per riciclare i rifiuti putrescibili. Il prodotto finale del processo è il Biosec, una biomassa secca e combustibile con impatto ambientale nullo. L’intero ciclo del processo di ossidodistruzione ha la durata di 3 ore circa e riesce a smaltire 2 tonnellate di rifiuti l’ora. Inoltre dal Biosec è possibile ottenere con un’altro processo il Polixano espanso un nuovo polimero espanso con buone capacità di isolamento termoacustico, quindi con impiego anche nel settore edile.
Nel sito ARCH.IN.GEO potete vedere un video che presenta nel dettaglio questo interessante processo.

Un’altro processo è THOR (Total house waste recycling - riciclaggio completo dei rifiuti domestici) è una tecnologia ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca congiunta pubblica e privata, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme alla Società ASSING SpA di Roma. Si basa su un processo di raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto, i quali vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili.
Un articolo in ARCH.IN.GEO per saperne di più.